Le Cente sono costruzioni votive di candele, portate con devozione dalle donne accetturesi durante la processione di San Giuliano il martedì di Pentecoste. Strutture elaborate e preziose, simbolo di fede profonda e di appartenenza alla comunità, che illuminano il corteo con la loro luce tremolante.
La realizzazione di una Centa è un'arte tramandata di madre in figlia: strutture di legno o metallo vengono ricoperte di cera lavorata, fiori, nastri colorati e decorazioni, fino a creare vere e proprie architetture votive alte anche diversi metri. Il peso può essere considerevole, e portarle in processione richiede forza e devozione.
Le Cente rappresentano un voto personale o familiare fatto a San Giuliano. Portarle in processione è un atto di ringraziamento — per una grazia ricevuta, per la protezione accordata durante l'anno.
La processione del martedì è segnata dalla lunga fila di Cente che precede la statua del Santo: un serpente di luce e cera colorata che percorre le strade del paese, tra la folla commossa degli accetturesi e dei visitatori. Un'immagine di rara bellezza che si ripete identica da secoli.
Alcune famiglie tramandano la propria Centa di generazione in generazione, arricchendola di anno in anno. Altre la realizzano ex novo ogni volta. Ma tutte condividono lo stesso significato: la gratitudine verso il Santo patrono, la continuità di una fede che si rinnova ogni anno attorno al Maggio.