La scalata del Maggio è un'impresa tanto spettacolare quanto pericolosa, che richiede abilità, forza e un grande coraggio. I giovani scalatori del luogo iniziano la loro sfida dal basso, usando una corda per avvolgere il tronco e facilitare la salita. A metà del percorso, la corda viene lasciata cadere, e il resto della scalata si compie a mani nude.
Tra le storie più celebri, si racconta quella di Giuliano Trivigno, un leggendario scalatore del primo Novecento, che cadde dall'alto del Maggio ma uscì miracolosamente illeso. Per ringraziare il santo, la sua famiglia finanziò una festa grandiosa, guadagnandosi il soprannome di maggiaioli, ancora oggi tramandato.
Un altro episodio emblematico risale agli anni '30: un funambolo di passaggio rimase paralizzato dalla paura una volta raggiunta la cima. Fu un coraggioso scalatore locale, Nchianatradd, a portargli una corda per aiutarlo a scendere.
Oggi, gli scalatori moderni mantengono viva questa tradizione, affrontando il Maggio con la stessa passione. Seguendo le orme di figure leggendarie come Zizilone, si esibiscono in volteggi e saluti dalla cima, regalando al pubblico momenti di pura emozione.