Il silenzio della domenica mattina nel Bosco di Montepiano viene spezzato d'improvviso da urla di incitamento e dal rumore ritmico degli zoccoli: i buoi, spinti dai maggiaioli, iniziano a muoversi. Accoppiati e legati sotto un giogo tradizionale, trainano il Maggio — un massiccio tronco di cerro lungo oltre trenta metri, insieme a Croccia e Spond, altri cerri funzionali all'innalzamento.
Sono guidati da giovani pastori e uomini più anziani che, talvolta in equilibrio precario sul grande tronco, si lasciano trascinare verso il paese, seguiti dallo sguardo ammirato della folla. Un corteo imponente, formato da circa cinquanta coppie di buoi, animali che vengono allevati appositamente per l'occasione.
La sosta più lunga avviene intorno all'ora di pranzo, verso le 13:30, quando, dopo la messa celebrata nel bosco, si dà il via a un banchetto all'aperto. Le ceste si aprono e rivelano un trionfo di piatti della tradizione, come la pastorale. Intanto, i buoi si riposano, stanchi dopo la fatica del trasporto.
Prima di entrare in paese, si compie un passaggio cruciale: Maggio, Crocce e Spond vengono girati. Questa rotazione, tanto necessaria quanto complessa, richiede forza, attenzione e una perfetta coordinazione tra i partecipanti, diventando così un momento spettacolare.
Nel tardo pomeriggio, il Maggio fa il suo ingresso nel borgo, scendendo da una ripida discesa. In paese, ad attenderlo, una folla festante pronta a celebrare i maggiaioli. Quindi, in piazzetta Bronzini, il Maggio incontra la Cima, e la celebrazione raggiunge il suo apice. Quella della domenica sera è una sorta di promessa solenne tra il Maggio e la Cima.