All'alba, i sei rintocchi del campanile della Chiesa di San Nicola risuonano per le strade di Accettura, svegliando un numero impressionante di giovani che, carichi di entusiasmo, si preparano per il giorno che hanno atteso per quasi un anno: il giorno dedicato al trasporto della Cima.
L'appuntamento è alle 7 in piazza. Tre o quattro camion, solitamente carichi di legna, oggi sono vuoti e pronti ad accogliere chi preferisce evitare di guidare. Tra una birra, qualche zeppola e le note festose della bassa musica, si giunge al luogo del taglio.
In un silenzio carico di attesa, l'agrifoglio viene osservato con reverenza. Pochi rapidi e precisi colpi d'accetta dei maestri boscaioli fanno cadere l'albero, che viene subito accolto sulle spalle dei volontari per iniziare il lungo viaggio verso il paese.
Il trasporto della Cima è un'impresa faticosa: lunga quasi 10 metri e pesante diverse tonnellate, l'agrifoglio impiegherà circa 12 ore per raggiungere Accettura, percorrendo 15 chilometri tra canti popolari e feste.
Chiunque può prendere parte al trasporto della Cima, a patto di essere «sozzo», ossia della stessa altezza di chi gli sta vicino, per distribuire equamente il peso. Il vino scorre abbondante, «per dare forza» ai giovani che affrontano il cammino, accompagnati — chissà perché — dalle note di Anna dai capelli rossi.