Il lunedì della festa è un giorno di intensa preparazione e sacralità, che si svolge tra l'anfiteatro e il vicino Largo San Vito. Il tronco del Maggio viene attentamente levigato, mentre le crocce vengono squadrate e modellate.
Queste vengono ricavate in modo da ottenere due parallelepipedi con altezze proporzionate al Maggio, ognuno con un incavo in sommità a forma di «U», dove sarà fissata la carrucola. L'innalzamento delle crocce è un processo affascinante: si inizia con una piccola croccia di pochi metri, piantata manualmente, che permette di sollevare una seconda croccia, alta circa dieci metri.
Per l'operazione di innalzamento si utilizza lo zogone, una grossa corda avvolta su un argano, e coinvolge gli uomini del paese in un lavoro collettivo che è esso stesso un rito.
Nel pomeriggio del lunedì, mentre i lavori procedono, il paese si anima di festeggiamenti. Le famiglie si riuniscono, gli emigrati tornati per la festa si incontrano nelle piazze, e l'atmosfera è quella di una vigilia carica di attesa e speranza.