Il Maggio, il gigante che per due settimane è stato il protagonista assoluto della scena accetturese, ora giace nuovamente a terra. La domenica del Corpus Domini segna la conclusione definitiva del ciclo festivo con l'abbattimento del Maggio.
La caduta dell'albero è accompagnata da un misto di sentimenti: la tristezza per la fine della festa, la gioia per una tradizione ancora viva, la gratitudine verso San Giuliano per aver protetto la comunità durante i giorni intensi della celebrazione.
Gli accetturesi si precipitano verso il Maggio abbattuto per raccogliere un ramoscello della Cima, dell'agrifoglio che era stato innestato sul cerro. Portare a casa un ramo della Cima porta fortuna e protezione per tutto l'anno.
Il tronco del Maggio viene poi sezionato e distribuito come legna tra le famiglie dei maggiaioli, che lo utilizzeranno nei mesi invernali. Nulla va sprecato. E già, in cuore a tutti, nasce la nostalgia per il prossimo Maggio, che tornerà a primavera.