La festa è conosciuta anche come il matrimonio tra gli alberi: il Maggio (il cerro, simbolo maschile) e la Cima (l'agrifoglio, simbolo femminile) vengono uniti in piazza come sposi. Un rito di fertilità che affonda le radici nell'antichità pagana e che la Chiesa ha saputo accogliere e reinterpretare nella devozione a San Giuliano.
«Il Maggio è lo sposo, la Cima è la sposa. Il loro matrimonio — celebrato ogni anno in piazza — garantisce alla terra fertilità e abbondanza per tutto l'anno.» — G. Bronzini
L'innesto della Cima sul Maggio — l'agrifoglio femmina sul cerro maschio — è il momento culminante del rito: due alberi di foreste diverse, scelti con cura, trasportati con sacrificio, che si uniscono in piazza davanti all'intera comunità. Un rito di unione che rispecchia il ciclo della natura.
Il termine Maggiaiolo indica le famiglie che si fanno carico economicamente dell'allevamento dei buoi destinati al trasporto del Maggio. Un ruolo di grande responsabilità e prestigio sociale, tramandato con orgoglio di padre in figlio per generazioni.
Allevare buoi adatti al trasporto del Maggio richiede impegno e risorse economiche considerevoli: gli animali devono essere forti, ben nutriti e abituati al lavoro in coppia. Le famiglie dei maggiaioli iniziano questa preparazione mesi prima della festa, con una dedizione che è essa stessa parte del rito.
Essere Maggiaiolo non è solo un contributo economico: è un'identità. Le famiglie maggiaiole sono riconoscibili nella comunità, rispettate, onorate. Il loro sacrificio rende possibile la festa.
Nella memoria collettiva di Accettura vivono i grandi scalatori del passato. Zizilone è il nome leggendario di uno scalatore che si esibiva in volteggi temerari in cima al tronco di 30 metri. La sua figura rappresenta il coraggio puro, la fiducia nella protezione del Santo, l'essenza stessa della festa.
Accanto a lui, nella tradizione orale, vivono altri personaggi: Nchianatradd, il coraggioso che aiutò a scendere un funambolo rimasto bloccato in cima; Giuliano Trivigno, che cadde dal Maggio ma uscì illeso grazie alla protezione di San Giuliano. Storie che si tramandano di generazione in generazione, alimentando il mito della scalata.